martedì 25 gennaio 2011

M.oL.D. – DeLOcalizzareMateriali


Nel circuito di Arte Fiera Off e con il patrocinio del Comune di Bologna, Quartiere San Vitale, il progetto M.oL.D. – DeLOcalizzareMateriali, promosso da L’Altra Babele e curato da FacchinX2 e Alessandra Pradella, è, nelle parole degli organizzatori, «un progetto che nasce dall’idea di dar vita a un insediamento artistico all’aperto collocato all’interno della zona universitaria di Bologna con il consenso e il contributo fondamentale di chi la vive e la abita; è un contenitore reticolare che riunisce un gruppo di artisti con l’obiettivo di creare un rapporto capillare tra arte contemporanea e città, coinvolgendo spazi pubblici e privati in un’area intorno a piazza Verdi trasformata in galleria d’arte contemporanea.»

SPAZIO IN – PIAZZA VERDI Almawinteraction
Arianna Vairo e Davide Brace + Francesco Cattani + Matilde Soligno, Francesca Pizzo, Mara Bertoni + Sara Lucas + Elisa Gattafoni + To/Let-Mp5 + Angelo Grassi + Carmela Lacerenza + Rusty con Saleverde + interventi di Fabrizio Lollini
Dal 27 al 31 gennaio, ore 17-20
Inaugurazione giovedì 27 gennaio ore 18

SPAZIO OUT
PIAZZA VERDI – Performance e videoproiezioni, 27-31 gennaio orari 17-24
LARGO RESPIGHI – Performance e videoproiezioni, 27-31 gennaio orari 17-24

BARATTOLO via del borgo di san pietro 16/a – Raffaella Santamaria – 27-31 gennaio orari 10-24
BLANCO CAFFE’ via delle moline 10 – Michele Brancati e Elisa Stabiner – 27-31 gennaio orari 10-19
CAFFE’ RUBIK via marsala 31/b – Barbara Catterina – 27-31 gennaio orari 17-24
MATTA E GOLDONI palazzo bentivoglio via delle moline 1/c – Shooting Dollz – 27-31 gennaio orari 10-19

domenica 23 gennaio 2011

LUNA(R) PARK


la buona notizia è che cercherò di non essere sentimentale.

perchè in fondo, stiamo parlando solo di qualche fotografia scattata in un capannone una mattina di agosto.

anche se gli scatti non sono poi niente male.

anche se il capannone è per me & per molt* un luogo non solo fisico.

anche se quella mattina di agosto c'era nell'aria qualcosa di terribile ed elettrico, una pioggia che cadeva con metodo e rabbia, una pioggia provvida, hollywoodiana e biblica, un manto liquido e sonoro che ricopriva le superfici facendo da colonna sonora allo shooting e che - in qualche modo che non mi è ancora del tutto chiaro – ha contribuito allo stato di eccitazione che ha pervaso l'intera faccenda.

c'era valerio che – come sempre – è stato un ottimo padrone di casa. C'era babyjade che condivideva le mie stesse suggestioni visive e non. c'era marzia puntuale, gentilmente disposta a prestare il suo corpo per la buon riuscita del progetto. e c'ero io - sulle spalle una notte non proprio retta, da una tempia all'altra un ricordo di vodka, sull'indice l'ansia un po' febbrile di scattare qualche foto.

nessun altro: il tpo demograficamente depresso ed ingombro di palchetti di legno, carrelli, strutture metalliche, alberi di cartapesta, tende, divani, luci - praticamente un parco giochi.
da fuori veniva un determinatissimo rumore d'acqua - lo scroscio che immaginavo avrebbe accompagnato l'arca.
dentro, marzia annegava tra pezzi di corpi di plastica - arti, toraci e mani modellati secondo un perfetto stereotipo.

l'esito di quella mattina consiste in 5 scatti che questa sera tornano dove idealmente dovrebbero risiedere.

la buona notizia è che proprio non mi riesce di non essere sentimentale.

lunedì 17 gennaio 2011

:::BARATTOLO PRIDE:::




scale & trabattelli, mario che tira fuori la butch che ha in sé, i bulloni delle to/let, una sparachiodi in tasca, ma si dice etcETERO o eterodonto?, mario che rischia un infarto, lidia che fa l'uomo di casa, 150 metri di raso rosa fluo, in che senso “autofinanziamento?”, la prima volta di madame fissac allo scalo, blanche che performa, ciao – sei nuova?, elisa che (video)molesta la gente in bagno, glitter, fuori c'è la coda, mario che supera il rischio infarto, il ritorno della frangia di alberto, e quell* chi era?, paola che mi chiede come ho fatto per tre anni & io che le spiego che l'amore è la cosa più prossima alla psicosi, imbarazzanti quantità di glitter, i pantaloni di pelle (umana?) di francesco, il bianconiglio – ti giuro che era il bianconiglio, giovanni che balla, definisci “estremo”, se senti rumore di zoccoli pensa a delle zebre, sonia che è felice, esibite promiscuità, m-ma-ma-maiscerouna, i nostri corpi, non lo sapevi? il capodanno queer cade il 15 gennaio, birra corretta glitter, il frider più alto del mondo, dimmi che l'ho solo pensato e non l'ho detto a voce alta, claudio che è un genio, segui quel coniglio, come si dice in giapponese “questo è un riuscitissimo troiaio”?, e allora buon anno, la vescica di deb, sposami, i nostri corpi, il suo sorriso, perdere il timbro dello scalo dopo 3 minuti netti dall'aver iniziato il turno alla cassa dell'ingresso è fondamentalmente una questione di karma, werther che ride, l'abbraccio di dario, sms dalla coppia più queer&sbronza dell'areoporto, la concreta possibilità di urinare glitter per un paio di giorni, montagne d'amore, i nostri corpi, il sospetto che sia tutta colpa di tom yorke, la chokocake di isabel, come torniamo a casa? Volando.

martedì 4 gennaio 2011

CONTRONARRAZIONI - due parole sull'edificante articolo di Carmelo Abbate per Panorama


Non che non ci fosse da aspettarselo: era chiaro che dopo il 14 dicembre a Roma ci sarebbero state ritorsioni mediatiche verso i gruppi politicamente organizzati, verso i network di radio indipendenti ed il mediattivismo più in generale.

Non che non si sia disincantat* rispetto alle tendenze fantascientifiche di certa cronaca padronale: ce li ricordiamo tutt* gli articoli prima del G8 a Genova nel Luglio del 2001 in cui si paventavano attacchi dei manifestanti con sacche di sangue infetto da HIV.

Non che non si sappia a chi appartiene Panorama e a chi appartiene Mondadori e che ci voglia chissà quale capacità di analisi per intravederne le linee editoriali: le solite questioni di “mera proprietà”.

Non che ci si possa aspettare del serio giornalismo di inchiesta da uno che firma capolavori come “BABILONIA, viaggio nell'Italia del sesso”, testo su cui si formeranno sicuramente le prossime generazioni di scrittori.

Nonostante le premesse di cui sopra, l'articolo di Carmelo Abbate su Panorama riesce a travalicare tutto questo e a lasciarmi davvero perplessa.

Mettici che la semantica militaresca utilizzata per descrivere gli attivisti del movimento fa sembrare gli antagonisti del nord est degli irregolari di un qualche fantomatico esercito di liberazione, usi a chissà quali sofisticazioni paramilitari. Aggiungi il fatto che i materiali di ricerca sui quali ha lavorato il caro Abbate sembrano prevalentemente informative della DIGOS e di quelle non esattemente precise. Valuta le insinuazioni sui pantagruelici patrimoni finanziari attribuiti ai militanti – niente niente salterà fuori anche una Scavolini? Soppesa quella sottolineatura sul permesso di soggiorno di uno degli attivisti presi di mira e vedi tu quale retrogusto ti lascia in bocca: xenofobia attiva o semplice ammicamento al lettore tipo della rivista. Non dimenticarti le allusioni al 7 aprile – quelle proprio non dimenticarle. Ridi pure senza alcun ritegno quando leggi de “l'autentico business che ruota attorno ai centri sociali” e poi pensa a tutto quello che hai fatto in vita tua sotto l'etichetta “autofinanziamento”: pensa alle cene per gli avvocati degli studenti dell'UNAM, agli spritz per il mixer di radiokairos, ai djset per le palestre popolari, alle focacce pugliesi infornate per autoprodurre una fanzine.

Poi fermati, perchè ci sarà qualcosa su cui non avrai voglia di farti una risata e per la quale non sentirai la spinta a del sano sarcasmo. Sono due frasi, solo due frasi. Che però bastano a farti capire che rivista è Panorama e che piacevole persona sia Carmelo Abbate - uno che asserisce che per gli antagonisti i morti in piazza sono il coronamento di una strategia mediatica.

Adesso pensa in quale piazza di Genova sarai il 20 luglio del 2011: il nodo nella gola che senti è l'unica risposta che ti serve.

lunedì 3 gennaio 2011

JOLAURLO - vota il titolo del nuovo album


ci siamo quasi: a marzo uscirà il terzo album di JOLAURLO. rimane solo una decisione da prendere, scegliere il titolo: se vuoi contribuire alla risoluzione dell'ultimo step puoi votare sul sito del gruppo esprimendo una preferenza tra dieci proposte. dai.

(foto shooting dollz)

giovedì 23 dicembre 2010

X Factor è il meglio che Bologna può proporre? Lettera aperta della rete Siamo la cultura sul Capodanno a Bologna


Abbiamo appreso dai quotidiani bolognesi che la gestione commissariale ha incaricato la Ballandi Entertainment S.p.a. di organizzare il capodanno 2010: la serata presentata da Francesco Facchinetti vedrà esibirsi sul palco di piazza Maggiore i concorrenti della nota trasmissione televisiva X Factor.

Inutile dire quanto la proposta ci lasci di stucco, dopo mesi di dibattito sul rilancio della cultura a Bologna quale punto di forza della città e motore per il rilancio dell’economia. Come rete Siamo la cultura già da mesi ci sforziamo di attirare l’attenzione sulle associazioni culturali che, nonostante la penuria di spazi e finanziamenti, giorno dopo giorno si impegnano per mantenere alto il livello e la quantità delle offerte culturali in città.

Il pubblico italiano è afflitto da una televisione spazzatura che non contribuisce ad affinarne il gusto e la capacità critica. È avvilente vederne riproposto il palinsesto nella piazza principale di Bologna, città che avrebbe ben altro da offrire ai suoi cittadini se volgesse lo sguardo alle mille realtà che la animano ogni giorno.

In un momento in cui vengono tagliati i fondi per i servizi e per le iniziative culturali di provata qualità, ci chiediamo da dove provenga il budget che servirà a finanziare questo spettacolo. Abbiamo appreso dalla stampa notizie discordanti sul costo: Repubblica parla di 150 mila euro coperti in parte dai privati, il Corriere di 250 mila coperti interamente dai privati.

Siamo decisi a compiere le pratiche necessarie per avere un esatto resoconto dei costi pubblici e privati di questa iniziativa e a informarne tutti i cittadini che sono normalmente utenti delle nostre numerose iniziative culturali

La somma prevista, pubblica o privata lo scopriremo a breve, è uno schiaffo a tutti e tutte coloro che in città sono costretti a sempre maggiori sacrifici, a vedere tagliati servizi essenziali e chiusi spazi e attività che svolgono, attraverso la cultura, una funzione di coesione sociale sul territorio. Non era possibile proporre ai privati una iniziativa che coinvolgesse le realtà creative cittadine, come accade ormai da anni con il bando – a nostro avviso troppo esiguo – per l’ideazione del vecchione rivolto ad artisti e artiste della città? Non si poteva convogliare parte di quei finanziamenti su attività e servizi fondamentali per la cittadinanza, come le piccole biblioteche di quartiere che sono a rischio di chiusura?

Una gestione differente della serata dell’ultimo dell’anno, realizzata con la collaborazione delle migliori risorse della città, avrebbe potuto offrire un segno di cambiamento alla cittadinanza Bolognese nella direzione del rilancio dell’immagine della città legata alla produzione culturale. Un’occasione mancata, e un’ulteriore conferma del dominio, nel campo delle politiche culturali, della logica del grande evento commerciale.

Se condividi questa lettera, copiane il testo su una mail e inviala all’indirizzo della cancellieri segreteriacommissario@comune.bologna.it

giovedì 16 dicembre 2010

:::SOGGETTIVA ROMANA:::


la partenza tardo notturna, l'alba in autogrill e la netta sensazione di trovarsi in una foto di copertina dei depeche mode, lo stordimento architettonico dell'eur, circo massimo e poi colosseo, i nostri corpi, giovanni che balla, il sorriso di francesca sul furgone, la diretta di radio popolare e la farsa alla camera, i nostri corpi, i pischelletti che cantano bandiera rossa con addosso la felpa di ligabue, la frangia di alberto ed il sorriso di ivan, la brigata monicelli, i terremotati dell'aquila, le mamme vulcaniche contro le discariche, il sole invernale su roma, l'altare della patria, in centomila dalla sapienza, una bandiera viola che non ha nulla a che fare con questioni queer, una meravigliosa A cerchiata su uno striscione, botteghe oscure e i sacchi dell'immondizia portati direttamente da napoli che volano oltre gli omini in divisa e sugli omini in divisa, i primi lacrimogeni & le prime manganellate, attimi di incertezza, il corteo che si spezza, flavia in versione wonderflavia, il corteo che riparte, ci sei? ci sono, la gola che brucia, e dov'è martin?, andiamo avanti? andiamo avanti, i nostri corpi, i loro scudi, i 3 voti, ci siamo tutt*?, all'improvviso ca' foscari, abbracci & cordoni, serenessim*, 3 cazzo di voti e fiumi di bestemmie, i nostri corpi, gli scontri in lontananza, le telefonate da bologna, le meravigliose compagne di venezia, carla che ricorre alla nicotina, laceci che s'infila un moment sotto la lingua, è del nostro futuro che stai parlando, le labbra che bruciano, quello che starà ancora staccando assegni, la voce di andrea al megafono, non capisco perchè siamo sul lungotevere, colonne di fumo, pompieri, e dove cazzo è martin?, improbabili scavalcamenti & cavalleria inaspettata, dove sei? sono qui, piazza del popolo chiusa dai blindati e la testa del corteo dentro, piovono lacrimogeni (e ville ad antigua), mino che dice b a s t a, il leone alato sulle bandiere di san marco, cordoni, deviazioni, i nostri corpi, la caviglia di alessia, verso il muro torto, ci siamo tutt*?, telefonate da bologna, non riesco a smettere di riflettere sulle dimensioni di quel blocchetto degli assegni, il corteo che riparte verso la sapienza, i nostri corpi che sono migliaia di corpi, i nostri corpi in movimento, i nostri corpi che bloccano roma, i nostri corpi che non scappano, i nostri corpi che bruciano più di quanto brucia questa città, la sapienza, ci siamo tutt*, i bucaneve della ceci ad effetto petite madeleine, carla che ricorre alla nicotina, verso il pullman per inerzia, ok prendiamo il prossimo, the best homemade sandwich ever, abbiamo un fermo, le prime pagine dalle redazioni, debriefing, dormiveglia, chilometri, cioccolata al latte, stelle cadenti – e i nostri corpi che hanno imparato a volare.

martedì 7 dicembre 2010

let me introduce you - TG3 LOMBARDIA


era da un po' che non bazzicavi la lom(go)bardia ed oggi dopo pranzo hai avuto il privilegio & l'onore di vedere un'edizione del telegiornale regionale.

la prima notizia è sulle candidature a sindaco di milano: dopo la soap opera albertini sì- albertini no, le dichiarazioni di un esponente della lega ti hanno lasciato (come sempre) deliziata - "milano è casa nostra e noi rimarremo padroni a casa nostra".

dopo le vette raggiunte dalla sopracitata analisi politica, non potevano farti mancare un po' di cronaca nera che per l'occasione si tinge di colori imbarazzanti: hanno rilasciato il signore originario del marocco fermato nei giorni scorsi - non stava scappando, il traduttore delle intercettazioni ha fatto un macello ed il linciaggio non avrà quindi luogo. trovo pleonastico che tu ti stia chiedendo se qualcuno mai si scuserà.

a seguire, una sana pagina di 15 minuti sulla prima della scala in pieno delirio ambrosiano: speculazioni sulla scelta di wagner, una meritatissima ode a barenboim, un intervento di daverio che ricorda a tutti di farsi almeno una doccia prima di arrivare in teatro (!).

e poi, il tuo momento di gloria giornaliero: nella notte, alcuni studenti hanno raggiunto l'abitazione privata del ministro dell'istruzione maria stella gelmini ed hanno attaccato uno striscione - dopodichè, hanno depositato chili di sterco padano davanti alla casa.

venerdì 3 dicembre 2010

who comes to town - IGIABA SCEGO A BOLOGNA OSPITE DI SERENDIPITA'


lei è di origini somale e di nascita romana. si occupa di giornalismo, migrazione e transcuralità. scrive per carta, internazionale, ilmanifesto, l'unità. il suo romanzo d'esordio la nomade che amava alfred hichcock è del 2003. sono seguiti puffi con le ali, racconti, oltre babilonia.

all'interno del ciclo di eventi so-malia, venerdì 3 dicembre sarà ospite di serendipità e potrete incontrarla alle 19 nella sala dell'angelo (via san mamolo 24): presenterà il suo ultimo libro, la mia casa è dove sono edito da rizzoli.

domenica 28 novembre 2010

RISVEGLI


Ti svegli alle 6&40 di domenica mattina e la prima cosa a cui pensi – prima ancora di mettere a fuoco che sono le 6&40 di domenica mattina – è che i legami sono fatti della materia più fragile che tu conosca.

Mentre ti alzi e ti vesti producendo la quantità minima di rumore previsto, non riesci a smettere di pensare che ogni legame è un vincolo ed ogni vincolo porta con sé l'ambiguità che ci divide tra il desiderio di onorarne la responsabilità e spezzarne il limite – perchè questo è un vincolo, responsabilità e limite.

Quando sei ormai per strada e constati che trovare un bar aperto per bere un meritatissimo doppio espresso è davvero un'impresa, non trovi niente di meglio da fare che riflettere sull'etimologia della parola legame: a chiunque metterebbe i brividi sapere che ti arrovelli su questioni etimologiche la domenica mattina, a te mette i brividi pensare che il concetto di legame venga dall'idea di cingere, di annodare, di torcere – quasi che non sia concepibile che un legame possa non legarti mani e piedi.

Hai già desistito dall'aspettare un improbabile autobus e sposato l'idea di una passeggiata che concorra a chiarirti le idee, quando ti piovono addosso i tuoi 15 minuti di lucidità: quello che ti sveglia la domenica mattina, la fitta che senti ogni volta che sillabi mentalmente la parola legame, quel retrogusto di frustrazione che ingoi, è la precisa consapevolezza dei tuoi limiti nel presrvare un rapporto.

Trovi l'ultima marlboro del pacchetto e l'accendi: ti vorrei far notare che stai fumando alle 7 del mattino senza neppure aver preso un caffè, ma ormai i tuoi pensieri sono un treno in corsa e non riesci a concentrarti su altro che non sia l'evidenza di quello che succede. E quello che ti succede è che non sei stata in grado di proteggere qualcosa di prezioso, quanto prezioso è un incontro del tutto inatteso ed epifanico, uno di quelli che ti fanno credere che hanno ragione i poeti – perchè davvero ognuno riconosce i suoi.

sabato 27 novembre 2010

sabato 27 novembre BURP! ospite di FRAGILE CONTINUO




quando questa sera arriverai da fragilecontinuo, è probabile che troverai vicolo de' facchini murato: c'è la presentazione del numero 5 di BURP!deliri grafico intestinali, come ti ha ripetuto chiunque nell'ultima settimana.

appena avrai recuperato vale, ti avventurerai verso la mescita di spritz: sorriderai a giovanni in consolle, bacerai in corsa cisco, morderai un orecchio di sonia ed approderai da etta che avrà già la bottiglia di campari in mano.

una volta combattuta la disidratazione, ti spingerai fino in fondo a fragile dove annina&sara si staranno producendo in un notevole live painting: sorriderai, ti complimenterai, incrocerai flavia presa dalle public relations, inciamperai nel triciclo di fragile e rischierai di rovesciare metà del tuo spritz addosso ad alberto - il tuo maestro jedi.

dall'alto della sua magnanimità, alberto ti perdonerà ed inizierete a cospirare attorno alla vostra prossima follia radiofonica. ma non riuscirete a finire il discorso perchè la vostra attenzione sarà catturata dall'arrivo di mino, in piena celebrazione del proprio compleanno: quando ti dirà che sono 33, tu non credergli.

martedì 23 novembre 2010

GIOVEDI' 25 NOVEMBRE CARLO LUCARELLI OSPITE A RADIOKAIROS PRESENTA POLITICAMENTE SCORRETTO 2010


quando giovedì alle 11 ti sintonizzerai su radio kairos come ogni mattina, avrai una sorpresa: scoprirai che carlo lucarelli è ospite de il cavò.

e quando realizzerai che l'ospitata è per presentare politicamente scorretto 2010, il festival di arti che da sei anni viene organizzato a casalecchio di reno, penserai che la scelta non poteva essere più azzeccata.

lunedì 22 novembre 2010

LA SOMALIA NON E' UN'ISOLA DEI CARAIBI - incontro con Mohamed Aden Sheikh



All’interno di un percorso che, attraverso immagini, racconti e incontri condurrà alla scoperta di una terra che ha subito la colonizzazione italiana e che pure l'Italia pare essersi dimenticata, l’incontro di mercoledì 24 novembre sarà dedicato al libro La Somalia non è un’isola dei Caraibi. Memorie di un pastore somalo in Italia di Mohamed Aden Sheikh.

Il dialogo tra il curatore del volume e giornalista Pietro Petrucci, Gian Paolo Calchi Novati (docente di Storia dei paesi Afro-asiatici all’Università di Pavia e direttore Ispi) e Luca Jourdan (docente di Antropologia politica all’Università di Bologna) sarà un’occasione per ricordare, a due mesi dalla scomparsa, la figura di Mohamed Aden Sheikh, uno dei principali dirigenti politici somali nel corso degli anni Settanta, incarcerato durante la dittatura di Siad Barre, e infine stabilitosi in Italia dove ha esercitato la professione di medico.

Il suo libro La Somalia non è un’isola dei Caraibi, che ha riscosso grande interesse da parte del pubblico e degli specialisti di politica internazionale, è un lucido, intenso, a tratti doloroso excursus sulla storia recente della Somalia, filtrato dall’esperienza personale dell’autore, che non manca di offrire le proprie riflessioni sui cambiamenti subiti dal nostro paese negli ultimi decenni, in relazione alla vita politica, alla condizione dei migranti e ai rapporti con l’Islam.

Nell’ambito di
So-Malìa. Immagini, parole, profumi
Mercoledì 24 alle ore 19 presso la Sala Conferenze del Quartiere Santo Stefano – via Santo Stefano 119 la libreria Serendipità e la Biblioteca Amilcar Cabral
La Somalia non è un’isola dei Caraibi. Memorie di un pastore somalo in Italia
Edizioni Diabasis di Mohamed Aden Sheikh

giovedì 18 novembre 2010

LE SHOOTING DOLLZ CI RIPROVANO E DE / GENERE INAUGURA DA FRAGILE CONTINUO


le dollz questa volta non hanno consultato gli astri ed hanno aspettato fino all'ultimo minuto prima di comunicarlo: pare che DE / GENERE inauguri sabato 20 novembre alle 20 tra le pareti (molto) amiche di fragilecontinuo.

ditelo - ma piano piano.

mercoledì 17 novembre 2010

IN PIAZZA DELLA LOGGIA NON E' SUCCESSO NIENTE


il 28 maggio 1974 in piazza della loggia a brescia, non è successo niente. 1 bomba, 102 feriti, 8 morti, nessun colpelvole.

giulietta banzi bazoli, livia bottardi milani, euplo natali, luigi pinto, bartolomeo talenti, alberto trebeschi, clementina calzari trebeschi, vittorio zambarda - non li ha uccisi nessuno.

mercoledì 10 novembre 2010

FESTIVAL DELLA VIOLENZA ILLUSTRATA 2010


dal 5 al 30 novembre a Bologna si terrà la V edizione del festival della violenza illustrata, progetto promosso dalla casa delle donne per non subire violenza: un mese di incontri, proiezioni, seminari, concerti e mostre ad ingresso gratuito sul tema della violenza di genere.

il programma del festival è consultabile online - andiamoci.

martedì 2 novembre 2010

CIAO PAOLO


Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.

Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.

Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).

Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.

Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.

Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.

Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.


Pier Paolo Pasolini
Bologna, 5 marzo 1922 - Ostia, Roma, 2 novembre 1975

domenica 31 ottobre 2010

AND THE WINNER IS - JOLAURLO!


la parola orgoglio non rientra propriamente nel mio vocabolario. tranne che per manifeste questioni a fine giugno. tranne che per ieri sera alla gender jukebox competition, vinta - se ancora qualcun* non lo sapesse - da jolaurlo.

perchè la cover di mad world era perfetta, perchè queer non equivale a carnival, perchè le immagini videoproiettate durante la performance erano tratte dai filmati originali dello stonewall riot, perchè con tutti i ritardi e le cancellazioni che questa nuova evoluzione della precarietà ci sta facendo vivere qualcosa è andato come doveva andare, perchè se lo meritano, perchè marzia ha utilizzato i 2 minuti di open mic non per promuovere la band ma per ringrazziare amic* & organizzatori & pubblico - ricordando che una location cambiata all'ultimo minuto ma comunque piena di persone che sostengono con la propria presenza il circuito dell'arte e della musica emergente, è già una forma di resistenza verso il tentativo di lobotomia di massa a cui siamo sottopost* tra le mura di questa città.

lo dico, lo scrivo e con questo mi sarà impossibile negarlo - sì, è orgoglio.

martedì 26 ottobre 2010

FELLINIANA - proiezione martedì 26 ottobre ore 21.30


questa sera, dopo che avrai passato l'intera giornata a rincorrere il bianconiglio, potresti andare in cineteca, adagiarti in una delle comodissime poltrone del lumière e goderti felliniana, il documentario di luki massa e simone cangelosi dedicato all'inizio dell'avventura cinematografica di marcella di folco e a tutta la sua collaborazione con federico fellini.

così - perchè il documentario è ben fatto ed è un profondissimo atto d'amore verso marcella, che già ci manca.

domenica 24 ottobre 2010

KAIROS DA BERE - da domenica 24 ottobre tornano gli aperitivi di autofinanziamento di RadioKairos ogni IV domenica del mese


quando questa sera alle 19 entrerete al TPO per KAIROS DA BERE, non potrete non vedere uno striscione in pvc a sfondo (terribilmente) giallo con il logo rosa fluo di radio kairos che campeggia sopra alla scritta "nata libera, scelta per passione".

di certo a radio kairos continuano a non mancare libertà e passione: per tutto il resto, c'è l'autofinanziamento a colpi di spritz e prosecco.

ogni IV domenica del mese, a KAIROS DA BERE ti aspettano le voci in carne&ossa della radio: djset, chiacchiere e questa domenica anche un estratto da OTTO, invettiva di e con Carla Vitantonio.

poche storie: bevetevi 'sto spritz.