martedì 15 maggio 2012
l'ultima volta dell' homework festival
da qualche parte devo avere ancora una t-shirt bianca su cui qualcun* aveva sprayato il titolo homework festival usando uno stencil, all'ingresso del sesto senso (old school) mentre roby mi veniva incontro con uno spritz al campari in mano ed il solito sorriso piacione stampato in viso.
sono passati 10 anni e qualcun* ha deciso di chiudere l'esperienza del festival e di farlo al TPO il 18 ed il 19 maggio di quest'anno - le festival est mort, vive le festival.
Il Castello - un documentario di Massimo D'anolfi e Martina Parenti
- Lei sta violando la mia privacy.
- Lo so.
aragoste in scatola che tentano l'evasione impossibile. genieri che sembrano sbarcare da marte. riflessioni sull'importanza di stare in punta di piedi. fototessere senza sorrisi. 3 uomini che cacciano una poiana. una donna che fa il bucato cantando.
sono le suggestioni raccolte da "Il castello", straordinario documentario di martina parenti e massimo d'anolfi, prodotto da mont morency film in collaborazione con rai cinema, premio speciale della giuria nella sezione italiana.doc al festival del cinema di torino, transitato anche per l'hot docs di toronto, vision du réel a nyon e EIDF di seoul.
il documentario è il frutto di un anno di riprese nell'aeroporto di malpensa a milano, perimetro dove si concretizza l'ossessione securitaria e strategie del potere agiscono un controllo dei corpi che oltrepassa ogni incubo foucaultiano. lo sguardo del documentario, intercetta storie e contraddizioni di uno spazio che eccede la sua dimensione di nonluogo: il cortocircuito umano ci restituisce un aeroporto antropologizzato, luogo di relazione seppur aberrante come aberrante è la relazione tra controllore e controllato.
a salvarci c'è solo l'ironia de* regist*, una cifra tutta politica.
guardatelo e - se vi capita - ascoltate l'intervista: abbiamo fatto 2 chiacchiere su radio kairos.
mercoledì 2 maggio 2012
DIVERGENTI - la V edizione del festival di cinema trans a Bologna dal 4 al 6 maggio
Il festival, organizzato dal M.I.T., Movimento Identità Transessuale, con la direzione di Porpora Marcasciano e la direzione artistica di Luki Massa, dedica la sua quinta edizione al trentennale della Legge 164, che nel 1982, grazie alla dura battaglia condotta proprio dal M.I.T., introdusse il cambio di sesso in Italia.
Anticipa l’apertura ufficiale del festival l’appuntamento con Le Coccinelle, il travolgente spettacolo di uno storico gruppo di femminielli napoletani: giovedì 3 maggio alle 23.00, presso il Teatrino degli Illusi in Vicolo Quartirolo 7, Gennaro, Genny e Giacinto si esibiranno, per la prima volta a Bologna, nella loro “sceneggiata transessuale”. Lo spettacolo si collega alla proiezione del docu-musical di Emanuela Pirelli dedicato alle Coccinelle, che sarà presentato il giorno successivo, 4 maggio, dopo il brindisi inaugurale e gli interventi di organizzatrici, istituzioni e ospiti per l’apertura e la presentazione del festival.
Divergenti proporrà al pubblico 14 proiezioni, tra documentari, fiction, cortometraggi e videoclip, e diversi appuntamenti nell’arco delle tre serate.
Official Party del festival, sabato 5 maggio dalle ore 23.30 ad Atlantide, Porta S. Stefano.
Consulta il programma completo del festival.
Qui l'elenco degli enti, delle associazioni e delle realtà che patrocinano e sostengono Divergenti.
domenica 29 aprile 2012
Occupy Teatro San Martino
Il teatro San Martino di Bologna chiude. L’ennesimo in Italia e l’ennesima sconfitta per la città che un tempo chiamavano “la Dotta”.
Questo spazio, nel pieno centro di Bologna, si è occupato per anni di produzione, promozione e formazione di realtà artistiche contemporanee.
Chi scrive è un gruppo di nove attori emergenti, che proprio in questo teatro si è formato e che in piena autonomia, per propria iniziativa ed autofinanziandosi, ha deciso di dare vita dal 3 al 5 maggio a una 3 giorni di eventi.
La fine di questa realtà è per noi motivo di grande scoramento. Vediamo calare un sipario sul nostro futuro anche di spettatori e non vogliamo restare in silenzio. Abbiamo pensato nel nostro piccolo di abitare il teatro per tre giorni e dare voce ad artisti e cittadini.
La cultura può farsi baricentro di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Crediamo nella cultura.
Crediamo che anche in tempo di crisi una soluzione si possa e si debba trovare.
Bologna è stata per anni crocevia culturale e sede di incontri e scontri in merito.Ora camminiamo sulle sue ceneri.La cultura può tornare al centro solo se continuiamo a praticarla, a invocarla e soprattutto a trovarla.
Noi vogliamo fare di questi tre giorni motivo di riflessione, condivisione e festa artistica, accogliendo idee, cercando di capire se può nascere un nuovo confronto fra le diverse realtà artistiche cittadine e non, individuando proposte partecipate o comuni.
C’è chi crede, chi resiste, chi vuole non restare passivo. Ci chiediamo anche se esistano istituzioni che vogliano davvero incentivare, sostenere e dare rilevanza a ciò che fa di una città (e dunque del mondo) un luogo civile e umano.
Invitiamo tutti i cittadini di Bologna, gli artisti, gli studenti, i professori, i critici ed i giornalisti ad intervenire, “nelle libertà della loro proposta”, secondo la formula delle stagioni del Teatro San Martino.
Invitiamo tutti a sostenere l’iniziativa: un teatro che chiude è la perdita di un diritto.Di tutti.Grazie.
Gli allievi del percorso di formazione per attori del TSM: Barbara Sedda, Cecilia Lorenzetti, Federico Brocani, Franςoise Bougault, Lara Monterastelli, Laura Pompetti, Marta Sappa, Pietro Piva, Rossella Cabiddu.
Info: laformazione.09@gmail.com
Il facebook di Teatro San Martino Esiste
Il blog del Teatro San Martino Esiste
Prime adesioni:
Francesca Mazza, Bologna (attrice), Giulia Allegrini (attrice e formatrice gruppo Krila teatro dell’Oppresso Bologna), Fiorenza Menni, Bologna (attrice, teatrino clandestino), Alessandra Frabetti, Bologna (attrice), Daria Balducelli (operatrice), Roberto Capaldo (attore,Milano), Attilio Scarpellini (critico, Roma), Roberto Rinaldi (direttore rumorscena), Davide Strava (attore e regista), Leggere Strutture (compagnia),Donata Allegri (attrice), Carla Vitantonio (attrice), Sergio Rotino (giornalista e poeta), Pierluigi Musarò (attore), Maristella Martella (tarantarte), Ambra Senatore (danzatrice), Eloisa Gatto (attrice teatro dei gatti), Marco Cavicchioli (attore e formatore), TPO (centro sociale), Claudio Morganti (attore regista), Silvia Demozzi ( attrice e formatrice Gruppo Krila-Teatro dell’Oppresso, Bologna), Samanta Musarò, (operatrice di Ong e formatrice Gruppo Krila-Teatro dell’Oppresso), Compagnia teatrale Motus, Bartleby (centro sociale), Simone Nebbia (critico), Marco Sgrosso (attore e regista), Graziano Graziani (critico), Elena Bucci (attrice e regista), Sassiscritti, Porretta Terme (associazione culturale), Stefano Tè (registra Teatro dei Venti, Modena), Maurizio Cardillo (attore e regista), Azzurra D’Agostino (poetessa e giornalista), Filippo Pagotto (attore), Elisa Del Prete (curatrice d’arte), Alessandro Tolomelli (Ricercatore Università di Bologna e Formatore Teatro dell’Oppresso Ass. Krila), Fabrizio Pallara (regista teatro delle Apparizioni,Roma), Giacomo Giuggioli (Ufficio stampa nuova scena Arena del sole teatro stabile Bologna), Massimo Marino (critico teatrale e docente a contratto Dams), Marzena Borejczuk (traduttrice, cracovia), Daniele Timpano (autore e attore, Roma), Emma Dante (attrice e regista), Carmine Maringola (attore), Compagnia Sud Costa Occidentale – la Vicaria di Palermo, Vincenzo Bagnoli (poeta), Simona Nannetti (coreografa compagnia dell’Invisibile), Dina Basso (poetessa), Sandro Lombardi, Firenze (attore e regista), Alessandra Cava (poetessa), Federico Palma (presidente arci Bologna), Simona Bertozzi (danzatrice), Mariagiorgia Ulbar (poetessa), StikKereballa,Bologna (gruppo musicale), Teatro della Madonna (Firenze), Teatro dei Colori, Teatro della Ginestra, Angelo Trabace (musicista e cantautore), Compagnia Nuovi, Compagnia dei Teatranti, Teatro delle condizioni avverse, Trilly Billi (attrice), Daniele Ronco (attore), Enrico Ruscelli (attore), Alessandro Di Nunzio (musicista), Diego Gandolfo (attore), CASABLANSKY ( Blues band), Domenico Caliri (musicista, Bologna), Lunaquiches (compagnia di acrobatica aerea, Bologna), CONCRETE BOLOGNA ELETTROACUSTICA, Silvia De Ronzo (danzatrice), Alessandro Zanchettin (formatore Gruppo Krila-Teatro dell’oppresso, Santarcangelo di Romagna), Rita Frongia (attrice), Anna Amadori (attrice), Andrea Paolucci (regista e direttore di ITC Teatro San Lazzaro, Bologna), Pietro Floridia (regista, ITC Teatro San Lazzaro,Bologna), Nicola Bonazzi (regista e drammaturgo, ITC Teatro San Lazzaro, Bologna), Ferai Teatro, Quartu Sant’Elena, Teatro Sociale, Pescara, Teatro degli Spiriti, Palermo, Teatro Fantasia, Bari, Cesare Ronconi (regista, Cesena), Mariangela Gualtieri (poetessa, Cesena)
QUEERING #OCCUPY! Una giornata di co-spirazione lesbica, frocia, trans e femminista nella crisi
Bologna_5 maggio 2012_dalle 10 alle 18 @ Bartleby, via san petronio vecchio 30
Molte donne, lesbiche, trans e froce nella crisi vivono uno stridente paradosso: molto spesso discriminate e invisibili, quando non sono estromesse dal mercato del lavoro, si ritrovano a essere ricercate e sfruttate nelle nuove forme del lavoro biopolitico proprio in quanto donne e froce. Veniamo as-soggettate e ci as-soggettiamo perché si dice che siamo più creative, più comunicative, più disposte all’ascolto e alla mediazione, che sappiamo presentarci meglio e sorridiamo di più. In quanto gay e lesbiche, si presuppone che non abbiamo legami familiari che ci distolgano dalla dedizione al lavoro, mentre ci viene richiesto di estrarre plusvalore dalle nostre reti di relazioni per poi regalarlo al capitale. In quanto donne, sia dalle pelose retoriche pari opportuniste di governo sia dal neoperbenismo femminile alla *se non ora quando*, veniamo trasfigurate in icone sacrificali di madri eroiche e docili mogli in grado di conciliare produzione e riproduzione, per poi scaricare integralmente sulle nostre spalle il peso dello smantellamento del welfare, dimissionarci se rimaniamo incinte e appesantire la gerarchizzazione tra donne native e migranti nel lavoro di cura. In quanto trans siamo ancora estromesse/i dal lavoro o incluse/i in ruoli ipersessualizzati.
Ma quello che ci colpisce, in particolare, è come, nel contesto della disoccupazione di massa, le retoriche di genere siano utili solo a dare una patina di responsabilità sociale a un governo tecnocratico che esegue i dettami della BCE e della finanza, e come, in definitiva, servano a camuffare la spietata transizione in atto, ora sul versante delle politiche di ristrutturazione del capitale, ora sul versante del controllo delle condotte sessuali. Sappiamo bene, per averlo sperimentato sulla nostra pelle, che il blablabla sul «fattore donna» come volano della crescita e dello sviluppo e sul «diversity management» come strumento di inclusione sociale, non porta affatto un maggiore riconoscimento delle differenze ma soltanto un’intensificazione dello sfruttamento e dell’impoverimento per il 99 per cento di donne e queer. E lo sappiamo da molto prima che la mancanza di diritti e tutele diventasse una condizione generalizzata del lavoro “femminilizzato”.
Per questo, nelle lotte froce, trans e femministe, uno sguardo sulla crisi è indispensabile. Per evitare di essere ricondotte a spazi di compatibilità che si servono di noi per legittimare il sistema, concedendo briciole e lusinghe a qualcuna di noi sul piano dei diritti civili o sociali, per poi schiacciarci tutte nel ricatto del debito e della precarietà. Per questo, nelle lotte sociali contro il debito e per il diritto al reddito, il tratto di genere e gli aspetti biopolitici e sessuati delle dinamiche economiche devono diventare centrali. Perché è l’unico modo per riuscire a pensare nuove forme di lotta e resistenza adeguate alle nuove forme della (ri)produzione globale.
Oggi, di fronte alla crisi che investe oltre alle nostre vite anche la sovranità statuale, la rappresentanza e le forme tradizionali della politica, facendo saltare definitivamente anche qualunque velleità di lobbismo integrazionista lgbt, è venuto il momento di agire pratiche comuni a partire dalla complessità e dalla molteplicità delle nostre collocazioni di genere e situazioni sessuali per convergere verso le lotte precarie per il reddito e per il diritto all’insolvenza del debito. Occorre mettere al centro, per chiunque voglia cogliere le opportunità di trasformazione e sovvertimento, la necessità di comprendere e decostruire le categorie di sesso – genere – sessualità a partire da una prospettiva che consideri i binarismi come dispositivi che servono a sostenere l’eterosessualità normativa e a stabilizzare l’attuale organizzazione sociale lungo le linee della razza e del sesso.
Cosa accadrebbe, se dentro ai mille rivoli della precarietà diffusa in cui è frammentato il lavoro, dentro al lavoro sessuale, al lavoro di cura retribuito e non, praticassimo uno sciopero dai generi,
cioè uno sciopero da tutte le aspettative, ripetizioni, atti, ruoli con cui quotidianamente (ri)produciamo l’ordine costituito dei generi e con esso l’ordine costituito tout court? Come suggeriva il *Manifesto per l’insurrezione puta-lesbo-trans-femminista* diffuso nel 2010 da numerosi collettivi spagnoli, infatti, è arrivato il momento di interrogarci sul fatto che se tutti e tutte nella vita di ogni giorno produciamo continuamente genere, sarebbe meglio che producessimo libertà.
Nell’incontro *Manovre ingen(d)erose* organizzato a Milano dai collettivi Ambrosia e Queer against racism il 30 marzo scorso, sono emerse alcune analisi e prospettive che sentiamo l’urgenza di rilanciare insieme, qui, ora, altrove e nel tempo a-venire: la rivendicazione di un reddito universale incondizionato come reddito di autodeterminazione, lo strumento dell’inchiesta come (auto)inchiesta sulla vita, la valorizzazione delle forme di mutualismo e autorganizzazione del welfare che già oggi costruiamo nelle nostre reti, lo sciopero dai generi come sciopero sociale e precario.
Su questa traccia aperta, al grido di “queering occupy!”, invitiamo a discuterne con noi il 5 maggio a Bologna tutti quei gruppi e singolarità che in varie parti d’Italia, condividendo la rabbia e l’insofferenza per un sistema economico che colonizza e disciplina austeramente le nostre vite, sentono la necessità di agire per una favolosa trasformazione corporea sociale e sessuale dell’esistente.
Rete PutaLesboTransFemministaQueer
Antagonismogay/Laboratorio Smaschieramenti Barattolo Fuoricampo Lesbian Group Frangette Estreme Mit Sexyshock Mujeres Libres…e altre singole favolosità
Per info: infosmaschieramenti@inventati.org – reteputa.bo@gmail.com
mercoledì 18 aprile 2012
KAIROS DA BERE_domenica 22 aprile
Domenica 22 aprile torna l’appuntamento con Kairos.Da.Bere: un lunghissimo aperitivo con cena vegan, la performance spazio_aereo_teatrale Kill The Habitus delle Lunaquiches, una consolle condivisa da dj* di Radio Kairos e del MIT_movimento identità transessuale.
Domenica 22 aprile Radio Kairos è da bere – frequenze modulari senza ghiaccio.
Radio Kairos 105.85 fm
www.radiokairos.it
:::aperitivo & vegan delicatessen
:::djset – Hobo (Kairos) + DJ X (MIT)
:::desk da favola + info Divergenti festival
con il MIT / movimento identità transessuale
:::KILL THE HABITUS_di LUNAQUICHES
performance spazio_aereo_teatrale
Presentato alla scorsa edizione del Gender Bendre Festival, “Kill the Habitus” è una performance spazio_aereo_teatrale alla ricerca della definizione dell’essere donna. Tra l’Acrobatica Aerea, la Giocoleria, la Musica, il canto, il Teatro e la Danza, Le Lunaquiches inventeranno nuove armonie e nuovi scenari per la serata in un setting creato appositamente per loro e per le loro atmosfere di tessuto.
KAIROS DA BERE
domenica 22 aprile
H 19 / 24
TPO_via casarini 17/5
lunedì 16 aprile 2012
STLS live @ Atlantide martedì 17 aprile
Le due batteriste STS e Lisa Shonberg si incontra al Rock'n'Roll camp for girls di Portland, campeggio no profit per ragazze nato nel 2001: entrambe vi tengono lezioni e conducono workshop di batteria utilizzando la musica in un'ottica di empowerment per le partecipanti. Durante una pausa delle lezioni, improvvisano un set con 2 batterie che suonano stando in piedi una di fronte all'altra: scatta subito una sinergia che dà vita al progetto STLS.
STLS ad Aprile attraverserà l'Europa: saranno a Bologna martedì 17 aprile ospiti di Atlantide, per un workshop aperto a chiunque sia dotat* di bacchette ed un live per sole batterie.
STS _ the haggard, winter solstice puppet show band, cadallaca
Lisa Shonberg _ explode into colors, kickball, sielaff/schonberg
STS _ the haggard, winter solstice puppet show band, cadallaca
Lisa Shonberg _ explode into colors, kickball, sielaff/schonberg
martedì 17 aprile @ ATLANTIDE
cassero di Santo_Stefano
H 19 aperitivo mangereccio
H 21 workshop di batteria – portati le bacchette!
H 21.30 – STLS live
free entry
info: terzogenere@yahoo.com
il podcast con l'intervista a STLS realizzata per Queer Laundry su Radio Kairos
cassero di Santo_Stefano
H 19 aperitivo mangereccio
H 21 workshop di batteria – portati le bacchette!
H 21.30 – STLS live
free entry
info: terzogenere@yahoo.com
il podcast con l'intervista a STLS realizzata per Queer Laundry su Radio Kairos
venerdì 6 aprile 2012
30 anni da favola: speciale legge 164 - il podcast
A 30 anni dall’approvazione della legge che in Italia consente il cambiamento di sesso, Radio Kairos dedica uno speciale alla 164 per capire che cosa è cambiato dall’82 ad oggi, che cosa significa depatologizzare la transessualità, quali sono i percorsi clinici, quali le prospettive politiche e giuridiche verso il convegno del 14 aprile in Santa Cristina.
Con Porpora Marcasciano, Presidente del MIT – Movimento Identità Transessuale; Cathy La Torre, avvocato; Enza Costantino, biologa e ricercatrice del Sant’Orsola.
mercoledì 4 aprile 2012
OUT PUT - prove tecniche di resurrezione queer
OUT PUT - prove tecniche di resurrezione queer.
lunedì 2 aprile 2012
Brindisi con Boia - l'intervista di Radio Kairos a Martina Palmieri
L'intervista di Radio Kairos a Martina Palmieri di Gruppo Elettrogeno su “Brindisi con Boia”, lo spettacolo teatrale con attori vedenti, non vedenti ed ipovedenti che andrà in scena mercoledì 4 e giovedì 5 aprile al TPO – Teatro Polivalente Occupato in via Casarini 17/5 a Bologna.
L''Associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno - Orbitateatro presenta Brindisi con Boia - primo studio, evento teatrale liberamente tratto da Colloquio notturno con un uomo disprezzato, radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.
Lo studio verrà messo in scena da Orbitateatro, compagnia formata nel 2011, a tre anni dal primo incontro de L'arte della trasformazione - Il teatro o della mutazione dello sguardo, laboratorio teatrale rivolto a persone vedenti, ipovedenti e non vedenti, condotto da Gruppo Elettrogeno in collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, la sezione provinciale di Bologna, l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna e l’Associazione per la promozione sociale dell’arte OGK.
Dall'idea centrale dell'incontro tra un boia e uno scrittore hanno preso forma mano a mano i temi e i personaggi che danno corpo all’azione teatrale. Il giovane boia, la donna con rossetto, la prossima vittima, la donna dello scrittore, il boia adulto, ecc. nascono dal lavoro di scrittura scenica al quale gli allievi attori (quasi tutti al loro esordio sulla scena) si sono dedicati, e testimoniano il lavoro svolto col fine di valorizzare e sviluppare l'identità artistica degli interpreti, attraverso il serrato dialogo tra il loro individuale modo di vivere l'esistenza e quello dei personaggi.
La selezione di un boia e l'individuazione delle vittime, la dicotomia vittima/carnefice, sono, tra gli altri, i temi messi in scena, letti e riletti attraverso i possibili sguardi dell'ironia e del dramma, e attraverso i linguaggi del teatro, del video e della scrittura.
Le differenti predisposizioni sensoriali hanno favorevolmente condizionato la ricerca teatrale, mettendo in evidenza le possibilità stilistiche e una lettura differente dell'estetica scenica che ha mutato e sviluppato tutto il processo drammaturgico fino ad arrivare alla realizzazione del Brindisi.
L’evento è proposto dalla Associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno, in collaborazione con l’Associazione per la promozione sociale dell’arte OGK, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti sezione provinciale di Bologna, l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e con il patrocinio della Provincia di Bologna.
In coproduzione con il Tpo di Bologna.
domenica 1 aprile 2012
UNO SCATTO AL GIORNO - autofinanziamento is the new cool
UNO SCATTO AL GIORNO è il nome del corso di fotografia per ragazzin* che Valeria A*******a e Sara Balestriero hanno realizzato in collaborazione con Planimetrie Culturali.
Lunedì 2 aprile, ci vediamo tutt* al Barattolo Café (via del borgo 16) per un aperitivo in sostegno del corso: spritz come se piovesse, finger_food ed in palio a diverso titolo un pezzetino di tutt* noi - un bacio, un biglietto del bus, una bottiglia di vino, 2 free entry per Burger Girl, un giro in macchina, una telefonata erotica, una lezione di tedesco, un massaggio schiatzu.
Indovinate quale pezzettino di me ho messo in palio.
PRIDE: LA RIVOLTA NON E' UN PRANZO DI NOZZE
Con il pride lesbiche-gay-intersex-trans celebrano l'anniversario della rivolta di Stonewall del 28 giugno 1969. Una rivolta inserita nelle lotte sociali degli anni sessanta di afroamerican*, femministe, operai*, student*. Una rivolta, quella partita allo Stonewall Inn di New York, contro il ghetto gestito dalla mafia in cui le froce erano costrette a stare da uno stato poliziesco e repressivo. Una rivolta contro il controllo dei corpi e delle sessualità eccentriche.
Per anni abbiamo chiesto allo Stato il riconoscimento dei diritti, ma che succede quando dello Stato "sovrano" non resta che un governo tecnico manovrato dalla BCE?
Abbiamo pensato che insistere sulla discriminazione di cui siamo vittime ci avrebbe fatto guadagnare qualcosa, ma il pride, l'orgoglio, non è la vittimizzazione, non è la richiesta di essere integrati fra i "normali", è l'affermazione della propria favolosità e diversità.
Abbiamo pensato che la visibilità sfoggiata il giorno del pride potesse cambiare la cultura... però a tette nude o benvestite? Quanto deve essere "carina" la nostra immagine perché ci apprezzino? E che ne sarà di noi se con la crisi non potremo più permetterci l'estetista, il parrucchiere, la sauna o abiti alla moda? Gli angolini di accettazione sociale che abbiamo strappato sono per la maggior parte legati alla nostra capacità di spendere, di essere consumatori. Ma che succede quando di soldi non ne hai più?
Oggi molte donne, lesbiche e froce vivono in un paradosso...Sono discriminate, invisibili, ma a volte invece si ritrovano a essere ricercate, ipervisibili, apprezzate e sfruttate in certi tipi di lavori proprio in quanto donne o froce: perchè siamo più creative (dicono), più comunicative, di più bella presenza, abbiamo ampie reti di relazioni da mettere a frutto e spesso non abbiamo mariti e figli che ci distolgono dalla dedizione al lavoro. Così tutta la nostra vita è messa a lavoro. Dovremmo esserne contente?
Nel clima di ristrettezze, sacrifici e austerità che si respira, la nostra favolosità rischia di apparire un lusso, rischia di sembrare il superfluo di cui ci occuperemo dopo aver risolto problemi più gravi, o uno scandaloso eccesso di desideri fuori luogo.
In mezzo a tutto questo, cosa vogliamo da un pride? Qual è la nostra rivolta oggi, contro quali poteri? Perché non portarla nelle lotte sociali per il reddito, l'insolvenza, contro il comando del capitale finanziario e frocizzarle? ...Perchè se anche potessi sposarti, come lo pagheresti il pranzo di nozze?
Vi invitiamo a discuterne domenica 1 aprile h 20.30 all'Osteria del barattolo, per costruire insieme percorsi esistenziali e politici sostenibili e favolosi!
Con proiezione di "Sylvia rimembri ancora..." (documentario, 20 min., di No code e Forte Prenestino, 2001), "A present for Sylvia" (10 min. di Porpora Marcasciano e Luki Massa), video di Judith Butler al Pride 2010 di Berlino e al movimento Occupy + altri spezzoni inediti a sorpresa.
Per info: ....
Rete PutaLesboTransFemministaQueer
Antagonismogay/Laboratorio Smaschieramenti
Barattolo
Fuoricampo lesbian group
Frangette Estreme
Let's queer
Made in Woman
Mit
Sexyshock
...e altre singole favolosità
venerdì 23 marzo 2012
Il MIT, le detenute di Rebibbia e le borse che non potrete fare a meno di comprare: chiacchierata radiofonica con Porpora Marcasciano
Abbiamo raggiunto radiofonicamente la presidente del MIT Porpora Marcasciano per parlare dell’iniziativa che venerdì 23 e sabato 24 marzo (dalle 16 alle 20) sarà ospitata nella sede del Movimento Identità Transessuale in via polese a Bologna: in collaborazione con la cooperativa sociale Ora d’aria, il MIT invita tutt* all’esposizione e vendita di borse ed accessori confezionati dalle detenute del carcere di Rebibbia a Roma. Il ricavato della vendita ripaga le detenute del loro lavoro e finanzia il laboratorio interno al carcere. Borse, borsoni, cartelle ed altri accessori sono realizzati con PVC, stoffe ed altri materiali riciclati.
Oltre all’iniziativa di cui sopra, il MIT sarà presente in città con altri appuntamenti pubblici, culturali e ludici, per finanziare la V edizione del festival di cinema transessuale DIVERGENTI che si terrà a Bologna dal 4 al 6 maggio.
martedì 20 marzo 2012
DOCUFORUM #0 playlist di documentari
Martedì 20 Marzo parte la versione zero.zero del docuforum di Elastico curato da Elisa Visentini.
Ci sarò anch'io: oltre a sorridere dirò un paio di parole innocue su Comizi D'Amore.
Vi aspettiamo nel salotto di Elastico.
(la locandina di Cristina "Frankie" Portolano)
DOCUFORUM #0
“La vie meme prise sur vif”Playlist di documentari
“La vie meme prise sur le vif” è uno dei proclama che ha accompagnato la nascita del cinema. O, forse, sarebbe meglio dire del cinematografo. “La vita colta sul vivo” era infatti uno degli slogan che circolava insieme alle prime proiezioni dei film dei fratelli Lumière, istantanee in movimento di avvenimenti quotidiani che altro non erano che una pionieristica documentazione video.
Che si tratti di vita colta sul vivo è forse l'unico criterio che ci siamo date nello scegliere cosa proiettare. Per il resto, i titoli sono venuti uno dopo l'altro, in ordine, seguendo un percorso più simile al flusso di coscienza che non ad una ricerca vera e propria. Non c'è nessun intento storiografico o di analisi: solo una proposta di esplorazione di un genere cinematografico che ha vissuto e continua a vivere – nella distribuzione ma non nella produzione, vivacissima – negli spazi residuali del cinema di fiction.
Oltre che all'esplorazione, vorremmo anche che fosse un invito alla proposta. A chi ha girato piccoli documentari, ma non trova spazi per proiettarli. Ma anche a chi, semplicemente, ha in mente una sua personale “playlist” e vuole condividerla.
MARTEDI 20 MARZO h. 21
Docuforum #0 | Proiezione #1
Cecilia Mangini, Firenze di Pratolini (1956) | Pier Paolo Pasolini, Comizi d'amore (1965)
“Gli devo molto io, ma tutta l’Italia gli deve molto. Il mio incontro con lui? Lo cercai sull’elenco del telefono per chiedergli di collaborare, e lui da uomo generoso quale era, accettò subito.”
Cecilia Mangini
Cecilia Mangini e Pier Paolo Pasolini: un uomo e una donna, stessa generazione, che hanno saputo raccontare con sguardo intenso e personale il loro tempo – un'epoca di trasformazioni profondissime, in cui ormai inevitabile diventa il bisogno di esplorare il reale attraverso le immagini in movimento.
Sono gli anni del dopoguerra. Ed è l'esigenza di raccontare un'Italia sommersa, fino ad allora ai margini della storia ufficiale, a farli incontrare. Nascono così tre documentari, in cui l'estrema eleganza visiva della Mangini – raffinatissima, sensuale e “tagliente” allo stesso tempo – incontra la scrittura accuminata di Pasolini, che firma i testi del commento fuori campo.
Ne risulterà il racconto di tre “periferie”, in cui l'atto stesso di narrare diventa mezzo di partecipazione attiva al grande processo di cambiamento politico-culturale che era in atto. Vengono così catturate dalla cinepresa, uno dopo l'altro, le “zone sconfinate dove credi finisca la città, che ricomincia, invece, ricomincia nemica per migliaia di volte, in polverosi labirinti, in fronti di case che coprono interi orizzonti” (Ignoti alla città, 1958); i canti e le immagini della morte nella Grecìa salentina (Stendalì, 1960); le vicende di un gruppo di “ragazzi di vita” (La canta delle marane, 1962).
Vogliamo partire proprio da qui, per inaugurare il “ciclo zero” del nostro Docuforum. Da una regista – ma anche fotografa, studiosa di cinema e sceneggiatrice – che rappresenta uno dei rarissimi e fortunati casi di arte nata da una donna, nell'Italia maschilista degli anni Cinquanta. E dall'intellettuale (nel 90° anniversario della sua nascita) che probabilmente più di ogni altro ha saputo leggere i cambiamenti in atto, vedendo in trasparenza ciò che sarebbe stato nei decenni successivi.
Li proponiamo insieme, nella stessa serata, per ricordare la loro intima vicinanza. Ma vogliamo frequentarli separatamente, restituendo la ricerca individuale e la personalità di ciascuno, come sceneggiatore e regista. Sullo sfondo, percepibile in entrambi i film, uno stretto avvilupparsi di cinema e letteratura, in un momento in cui – come non mai – così sentita e partecipata fu la simbiosi tra queste due arti.
Cecilia Mangini
Firenze di Pratolini (1956, 16'40”)
“Firenze di Pratolini è stato il mio secondo documentario, le vicende del primo, Ignoti alla città, erano state trucibalde: proibito per tutti dalla censura, poi selezionato per la Mostra del Cinema di Venezia, poi bruciato sull'altare della vendetta contro Pasolini autore del commento. Capirai, ero in tensione, guai a sbagliare.”
Girato prevalentemente nel quartiere di San Frediano, Firenze di Pratolini rende in pellicola le ambientazioni, i personaggi, le vite, che animano i romanzi fiorentini dello scrittore. Cecilia Mangini conosce bene la città: nata a Mola di Bari nel '27, è proprio a Firenze che vivrà larga parte della sua infanzia.
Sono i luoghi più cari allo scrittore a guidare la narrazione per immagini, che segue il filo di un commento fuori campo scritto da Pratolini stesso, mentre la regista esplora – con procedere leggiadro, quasi sensuale, elegante, acuto – il quotidiano di una porzione di città che sta scomparendo.
Pier Paolo Pasolini
Comizi d'amore (1965, 89')
“Ricerche 1 – Grande fritto misto all'italiana. Dove si vede una specie di commesso viaggiatore che gira per l'Italia a sondare gli italiani sui loro gusti sessuali: e ciò non per lanciare un prodotto, ma nel più sincero proposito di capire e riferire fedelmente.”
“In che senso il film è diventato un altro? Direi soprattutto nel senso che i protagonisti non sono più coloro che sanno, come chiamavo scherzosamente me, Musatti e Moravia e gli altri dotti […] ma protagonista è diventato il pubblico, cioè le centinaia di interrogati, con Arriflex e registratore, in tutta Italia. La loro vivezza, la loro spettacolare fisicità, la loro antipatia, i loro strafalcioni, i loro candori, le loro saggezze.”
Era il 1963. Pasolini – in viaggio per l'Italia alla ricerca di location e volti per Il Vangelo secondo Matteo – decide di dar forma ad un progetto che coltivava da tempo: conoscere le opinioni degli italiani su sessualità, amore e buon costume.
Mimando un cinema d'inchiesta, microfono alla mano, Pasolini costruisce così un mosaico in cui le voci di giovani e anziani, del nord e del sud, si alternano a piccoli simposi in cui a dialogare sono personalità rilevanti nel panorama culturale dell'epoca – da Camilla Cederna ad Alberto Moravia, da Giuseppe Ungaretti ad Adele Cambria, fino ad arrivare a Oriana Fallaci e Cesare Musatti.
Ciò che ne risulta è un'istantanea sulla morale nazionale in evoluzione, tra sacche di perbenismo, residua arretratezza, ignoranza e primi scricchiolii di nuove consapevolezze.
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20 marzo 2012, ore 21.00
Docuforum #0 | Proiezione #1
Cecilia Mangini, Firenze di Pratolini (1956, 16'40”) | Pier Paolo Pasolini, Comizi d'amore (1965, 89')
27 marzo 2012, ore 21.00
Docuforum #0 | Proiezione #2
Pietro Marcello, La bocca del lupo (2009, 76')
3 aprile 2012, ore 21.00
Docuforum #0| Proiezione #3
Alina Marazzi, Un'ora sola ti vorrei (2002, 55')
10 aprile 2012, ore 21.00
Docuforum #0| Proiezione #4
Tizza Covi/Rainer Frimmel, Non è ancora domani (La Pivellina) (2010, 100')
17 aprile 2012, ore 21.00
Docuforum #0| Proiezione #5
Alessandro Piva, Pasta nera (2011, 54')
lunedì 19 marzo 2012
105punto85 – l’aperitivo primaverile di Radio Kairos @ il Punto_wine & lounge bar
giovedì 22 marzo Kairos porta le sue Frequenze Moltoprimaverili al Punto_wine & lounge bar: Sugar & Già_Già_Love cucineranno in consolle per voi musica rigorosamente black, mentre GreenEverywhere & Terra di Nettuno infesteranno il posto di vegetali con l’operazione adotta una pianta 2.0, una distribuzione gratuita di piante. E spritz come se piovesse.
Radio Kairos – nata libera, scelta per passione
105.85 fm o in web streaming dal sito www.radiokairos.it
105PUNTO85
giovedì 22 marzo
H 19 / 23
:::BLACKER THAN BLACK DJSET
Sugar (Il Cavò)
Già_Già_Love (Eat&Beat)
:::PIGLIATI_’STA_PIANTINA desk
adotta una pinatina: noi te la regaliamo e tu te ne prendi cura
a cura di GreenEverywhere in collaborazione con TerraDiNettuno
@ IlPunt?
wine&lounge bar
via san rocco 1/g
Bologna
sabato 17 marzo 2012
Kuš is in the box.
ieri abbiamo smantellato "the last match", la mostra di Kuš! allestita da elastico per BilBolBul.
è stato come soffiare via un mandala. solo vagamente più complesso.
ora i disegni sono nelle scatole. i fiammiferi sono nelle scatole. le scatole sono nella scatola.
Kuš! è nella scatola.
:::creditz:::
l'autismo fotografico di sonia.
la comprovata santità di picciz.
il cerotto di frank.
il nuovo toy di s.
lo sguardo di ghedo.
l'arrivo di maia.
la coazione all'imitazione di zam e ceci.
l'accendino di hudin.
la decompressione offerta da flavia sotto forma di un gustosissimo concerto dei calibro 35.
venerdì 16 marzo 2012
EAT & BEAT - il nuovo programma di HipHop su Radio Kairos
la campagna lanciata contro l'indie depressivo che infesta a tratti le frequenze di Radio Kairos, raccoglie nuov* accolit*: dal 17 marzo arriva EAT & BEAT, musica & cucina, hiphop & soul food con Già_Già Love.
ogni domenica dalle 17 alle 18 su Radio Kairos - 105.85 fm o in web streaming dal sito www.radiokairos.it
mercoledì 14 marzo 2012
CAMUFFATI ::: una mostra di GIULIA SAGRAMOLA E SARAH MAZZETTI
mostra di GIULIA SAGRAMOLA E SARAH MAZZETTI
@ elastico
vicolo de' facchini 1/a
SABATO 17 MARZO
h. 20
opening
www.sarahmazzetti.com
www.giuliasagramola.it
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Nata dalla comune scelta dell'illustrazione come mezzo privilegiato d'espressione e da un'amicizia che ha risvolti anche sul piano creativo e artistico, Camuffati è una sorta di collaborazione ludica attraverso la quale Sarah Mazzetti e Giulia Sagramola, con il disegno ed il collage, esplorano le varie forme del travestimentoe del mascheramento.
In mostra ad Elastico dal 17 al 28 marzo 2012, il progetto si compone di una serie di tavole illustrate di uguale formato, realizzate con la stessa gamma di strumenti e materiali, i cui soggetti spaziano dall'umano al mostruoso condividendo tuttavia la stessa tematica del camuffamento, declinata in vario modo. I disegni andranno così a comporre una galleria di personaggi che giocano con il mascheramento, fingendo di essere altro rispetto a ciò che “realmente” sono.
Il progetto vuole anche essere, per le due illustratrici, un “pretesto” per giocare con il proprio tratto, in un esercizio formale attraverso il quale entrambe esplorano la propria identità visiva, arrivando talvolta a mescolarle tanto da esprimersi in opere realizzate a quattro mani.
Le opere in esposizione, di formato A4, sono pensate affinchè il pubblico possa scegliere le illustrazioni preferite – ed eventualmente acquistarle – sul momento, durante la serata dell'inaugurazione Questa modalità di acquisto "istantaneo", unita alla volontà di applicare un prezzo modico alle tavole originali, ha l'obiettivo diabbattere la distanza tra l'opera in mostra e chi la osserva. In questo modo, l'esposizione è anche mutevole e alterabile, cambiando assetto a seconda delle scelte dei visitatori.
Le opere in esposizione, di formato A4, sono pensate affinchè il pubblico possa scegliere le illustrazioni preferite – ed eventualmente acquistarle – sul momento, durante la serata dell'inaugurazione Questa modalità di acquisto "istantaneo", unita alla volontà di applicare un prezzo modico alle tavole originali, ha l'obiettivo diabbattere la distanza tra l'opera in mostra e chi la osserva. In questo modo, l'esposizione è anche mutevole e alterabile, cambiando assetto a seconda delle scelte dei visitatori.
La fine della carriera politica di Cathy La Torre – in diretta a Queer Laundry su Radio Kairos giovedì 15 marzo dalle 13.30
Dopo estenuanti trattative con il direttivo nazionale di SEL e dopo un corteggiamento che ridefinisce il concetto di “indegnità”, Queer Laundry è finalmente riuscita ad avere come ospite in studio Cathy La Torre per la diretta di giovedì 15 marzo dalle 13.30 alle 14.30.
Avvocat*, consigliera comunale a Bologna, coordinatrice bolognese di Sinistra Ecologia e Libertà, vicepresidente del MIT – movimento identità transessuale, fondatrice del Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione, attivista e millantata cuoca, Cathy La Torre passerà un’ora radiofonica sotto il fuoco (amico?) delle domande di Alberto P e Sara: diritti e discriminazioni in ambito LGBTQI, la recente decisione del consiglio comunale di intitolare una strada a Marcellona Di Folco, considerazioni molto personali sul pride 2012, la danza e la militanza, la cucina sicula. Ed i panni sporchi che sarà tenuta a lavare in pubblico, naturalmente.
Potrete assistere alla fine della carriera politica di Cathy La Torre, giovedì 15 marzo dalle 13.30 alle 14.30 sulle libere frequenze di Radio Kairos, 105.85 fm o in web streaming dal sito www.radiokairos.it
domenica 11 marzo 2012
M come Moebius
“Non c’è alcuna ragione perché una storia sia come una casa con una porta per entrare, delle finestre per guardare gli alberi e un camino per il fumo. Si può benissimo immaginare una storia a forma d’elefante, di campo di grano o di fiammella di cerino…”.
Jean Giraud - Moebius
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